“Diario di una improvvisa ragazza single” -SOSPESA

Non era tutto così facile. Per niente. Bastava un piccolo gesto, anche involontario, a riportarmi nel baratro dal quale faticavo ad uscire. Una carezza… quanto c’è di bello in un gesto così dolce e delicato? Eppure, alcune volte, odiavo riceverne. Mi facevano ricordare chi, per anni, mi aveva regalato affettuosità così speciali. Mi sembrava di sentirne ancora il tocco leggero sul mio viso; le sue dita ruvide che mi sfioravano il mento per poi scivolare sulle mie labbra o che si nascondevano tra i miei capelli folti e scorrere via via sulla mia nuca, lungo il collo. Altre volte ne avevo assolutamente bisogno. Chi poteva donarmene una? E così,ne chiedevo una a mio fratello o a Matteo, oppure chiamavo Giulia e cercavo nelle sue parole quell’abbraccio virtuale che ti scalda ugualmente il cuore. Parlavamo tanto. Di cose senza senso. Di paure. Di ricordi. Di sogni. E lei era lì, ad ascoltarmi, a interrompermi quando una paura era insensata, quando un ricordo era distorto, quando un sogno era realizzabile. Dovevo reinventarmi. Non era un gioco da ragazzi, ma una sfida da adulti e io ci stavo mettendo tutta me stessa.

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