Diario di una improvvisa ragazza single -CORAGGIO

Quella data non la dimenticherò mai.Una data tra le date, di quelle che anche se non tatui sulla pelle si incidono lo stesso nell’anima, che tu lo voglia o no. Non ricordo nel dettaglio quel giorno, so solo che c’era il sole, che mi ero svegliata come il giorno prima: serena. Non del tutto felice, erano mesi che non lo ero, che c’era qualcosa che non andava. Ma la serenità era dovuta alla mia forza d’animo. Ho sempre visto il bicchiere mezzo pieno, raramente mi sono lasciata travolgere dalla negatività. Come tutti, ho le mie ansie, i miei problemi, le mie paure. Ma la vita l’ho sempre considerata un dono e ogni dono va scartato piano piano, se ne deve assaporare ogni spigolo. Quel giorno stavo bene più del solito, stranamente, e mai mi sarei aspettata che di lì a poche ore la mia vita sarebbe cambiata. Lo chiamo il giorno della svolta. Nel bene e nel male segna un passaggio a un nuovo livello. Certo soffro tanto. Ogni minuto è una conquista. Ma quel giorno quando scoprii la verità un velo si squarciò davanti agli occhi e tutti i buchi di quei mesi si riempiono. Frasi senza senso assunsero il loro reale significato. Situazioni strane presero forme concrete. Tutto divenne logico. Ricordo che vivevo emozioni contrastanti: passavo dai conati di vomito, malessere fisico, pugni sul cuore a lucidità assurda. Pensavo: “ecco, la verità è salita a galla, mesi di dubbi che si concretizzano. Ho sempre avuto ragione, fin dall’inizio. Mi ha dato della pazza visionaria, ma io avevo fatto centro!” Scoprire che la persona con la quale stai da anni, ha una relazione con un’altra ragazza da almeno un anno è qualcosa che va oltre lo shock. La cosa peggiore non è stata scoprire le corna, ma il contorno che c’era stato in quei mesi. Giurava che non c’era un’altra, diceva che il suo malessere era dovuto a una sua insoddisfazione personale nei confronti della vita. E se insistevo e sottolineavo che per me “quella” c’era, lui iniziava a urlare, dandomi appunto della pazza, della sconsiderata, della demente… di tutto e di più. Ovviamente scoperto il fatto non ci ho pensato su due volte: un traditore nella mia vita non lo voglio, un vigliacco che manda avanti due relazioni contemporaneamente non è un uomo. Io voglio al mio fianco una persona migliore di questa. Nella vita ci vuole coraggio, bisogna assumersi le proprie responsabilità. Probabilmente non avrebbe mai avuto la forza di scegliere; probabilmente non sapeva chi tenersi: la novità, che lo faceva stare bene e che dava un nuovo gusto alla sua insipida (per colpa sua) vita, o la rassicurante fidanzata di una vita, la classica brava ragazza con la quale metter su famiglia perché di lei potrai fidarti ora e sempre? Non mi è mai piaciuto che siano gli altri a decidere per me, per questo ho indagato fino a ritrovarmi le loro foto seminudi, in atteggiamenti inequivocabili. E’ stato disgustoso! Dopo tanti anni insieme, condivisione di momenti belli e di momenti difficili, mi doveva la sincerità, la lealtà. Se c’è un po’ di affetto, il minimo che si possa fare è ammettere con coraggio di non amare più, di essersi innamorati di un’altra persona. Ma poi come si fa a dire che si è innamorati dell’altra se con l’attuale ci si conduce ancora una storia reale? Se con l’attuale si parla di viaggi, di figli, di convivenza? Domande a cui non avrò mai risposte. Sarà che io tutte le sere quando poggio la testa sul cuscino ed esamino la mia giornata cerco sempre di capire dove ho sbagliato, se ho fatto del male a qualcuno… voglio poter dormire tranquilla. Come hanno fatto loro ad addormentarsi sapendo ciò che stavano combinando? Come faceva lui a dirle ti amo, a fare l’amore con lei, tornare da me, baciare me, fare l’amore con me? Ecco, altre domande senza risposta. Quel giorno ho messo fine a tutto. A ciò che ero, a ciò in cui credevo. Ho detto addio a un amore che vissuto solo io, che ho costruito solo io. Ho visto me, la mia immagine riflessa. Ho visto un corpo vuoto che ha perso la sua anima. Niente luce negli occhi, nessun sorriso sulle mie labbra. Nello specchio: uno zombi. Il sei settembre era giovedì. In quel week end piansi tutte le mie lacrime, mi bastò ricordare quante bugie mi aveva detto nei mesi precedenti, il modo in cui mi trattava, le umiliazioni che mi aveva inflitto, per smettere di disperarmi. Il lunedì successivo era uno schifoso lunedì, il peggiore della mia vita. Le classiche domande dei parenti a cui rispondere, rispiegare una, dieci, venti volte cosa era successo, come lo avevo scoperto. Sentire tutti dire: “sei una bella ragazza, sei una brava ragazza, hai tante qualità, era uno stronzo, pensa che te ne sei liberata in tempo!” A me viene ancora da urlare quando mi dicono così. Ma se sono bella, brava e ho le qualità come mai è successo tutto questo? E io proprio dovevo innamorarmi di uno stronzo?

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