Passerà, passerai, sei già passato. E arriverà.

Passerà… passerai… sei già passato. Eppure sbuchi fuori dal nulla. Da un cassetto che sputa fuori una vecchia foto; da un bigliettino ingiallito dal tempo; da una pagina di diario dove la tua calligrafia frettolosa e stretta sigla un “sarai mia per sempre” che non vale più; da una collana o un bracciale che indosso come se non mi fosse stato regalato da te; da un rossetto che ti piaceva; da un peluche che fa mostra di se su una mensola. Sei ovunque. Negli occhi degli altri, nelle parole degli amici, nei sorrisi dei bambini. Mi sembra ancora di sentire il tuo profumo o la tua voce decisa che mi chiama per chiedermi di sedere vicino a te sul divano. Penso che da un momento all’altro squilla il telefono e mi rimproveri per il solito ritardo o che immagino di essere in sella al tuo motorino, che ti stringo forte e tu che con la mano sinistra ti porti la mia sul cuore e la stringi o la porti alle labbra e la baci. Passerà… passerai… sei già passato. E’ il dolore che è sfumato così, giorno dopo giorno, e mi sento più leggera. C’è nostalgia. Riesco a ricordare qualcosa di bello e questo mi fa sentire meno sola, meno stupida. Qualcosa di bello ci sarà da custodire. E nemmeno importa più come è andata a finire. Ma sono felice di essermi liberata dell’odio e della cattiveria, perchè era questo che non mi permetteva più di riconoscermi. Ora posso guardarmi allo specchio e sorridermi e non c’è nulla che valga più di quel sorriso. Arriverà… Un giorno arriverà. Un giorno scriverò sei arrivato. E lui, per me, per noi aggiungerà resto qui

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