Trasparenza

Acqua che passa sotto i ponti, come a lavar via la sporcizia della città…

Nascosti tra scogli e rami, i sogni faticano a uscire, come se viver e prender forma fosse la smaterializzazione della propria essenza.

Ah! Se tutto fosse semplice, come appare nei film.

Ah! Se non avessimo vergogna di mostrare noi stessi, o se avessimo abbastanza pudore da celare certi angoli.

Come vento freddo, in una notte già gelida. Come un sole che colore il cielo, ma non riscalda. Come i versi di una poesia che non comprendiamo.

Il fuggir via dai vicoli più inimmaginabili del nostro essere, ci porta in luoghi che non vorremmo visitare, tra una stradina buia e un palazzo malandato. Crolla tutto.

Crolliamo noi.

E il tempo audace si beffa del nostro tentennare. Lui passa e noi restiamo inermi, magari convinti che andiamo avanti, illusi che stiamo costruendo.

Le lancette corrono e i piedi si inchiodano.

I capelli ingrigiscono, ma i sogni rivivono.

Laviamo via i ricordi, quelli che distruggono la felicità e fondiamo nuove radici.

Aggrappati alle ancore dei nostri strambi destini, viviamo.

Eppure l’acqua passa ancora. Un ponte. Due ponti. Tre ponti.

Rispondi