Ciao Luigi.

Il respiro si affievolisce, fino ad arrestarsi. Le lancette scorrono via, vanno avanti, secondo dopo secondo, minuto dopo minuto. Eppure a noi il tempo sembra essersi fermato, sembra che non scorra più, che si sia addormentato lentamente fino a spegnarsi, come si è spento il suo sorriso terreno.
Luigi non c’è più.
Luigi aveva 22 anni.
Non lo conoscevo personalmente, eppure ho sentito parlare di lui.
Avrei preferito aprire una pagina del giornale e leggere di lui, in quanto uomo di successo.
Avrei preferito leggere di lui, in quanto inventore di una nuova cura contro il male.
Avrei preferito leggere di lui, di un giovane uomo, dirigente aziendale ricco di responsabilità e di successi.
Avrei preferito leggere della sua vita, qualunque sia stata.
E invece, sfoglio queste pagine e leggo di lui perchè non c’è più. Leggo di un giovane ragazzo stroncato dal male peggiore del mondo.
Tumore.
Lo diciamo sussurrandolo, a volte gridandolo con forza, arrabbiati. Altre volte è una voce nella nostra testa o una lacrima amara.
Luigi aveva 22 anni.
Gli ultimi sei mesi ha vissuto esperienze a cui è difficile dare un volto perchè è troppo scarno da poterlo visualizzare.
Luigi, leggo, è sempre stato un giovane attivista, che contribuiva a rendere questo mondo, un mondo migliore. Ha manifestato tanto, contro questa stramaledetta “Terra dei fuochi”! Lei beffarda, arida, maligna lo ha reclutato come suo ennesimo soldato. Lo ha strappato alla vita, lo ha inghiottito nel suo grembo e lo ha ucciso.
Un’altra vittima.
Un altro dolore inspiegabile. Per la famiglia, per gli amici, per i compagni universitari, i concittadini.
Un’altra perdita.
E allora ci aggrappiamo all’unica speranza che ci permette di avere un po’ di sollievo. Luigi sarà in un posto migliore. Magari sarà un angelo sorridente e affettuoso che gioca a nascondino con qualche bambino che quel maledetto male ha portato via alla vita terrena.
Lo immagino lì, che si prende cura di quei piccoletti, con un occhio rivolto a questa terra, la nostra, maledetta dall’uomo. Magari parla con Dio, e gli chiede quando avrà fine tutto questo. Quando si potrà vivere sereni, lontani da tutta questa sofferenza. Parla tu con Lui, adesso. Fallo per noi, qui. Siamo dannatamente arrabbiati, troppo straziati dalla tua lontananza e da tutti quelli che oggi come te, non ci sono più. Non abbandonare i tuoi cari, in questo momento di dolore acuto, perchè ora più che mai, hanno bisogno del tuo amore e del tuo meraviglioso sorriso.
Ciao Luigi.

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