Il mio saluto al 2014.

Per una volta ho pensato che invece di stilare la solita lista di buoni propositi per il nuovo anno, sarebbe stato più opportuno soffemmarsi su quanto mi hanno dato questi ultimi 365 giorni.  Chi mi legge e segue da un po’, chi mi conosce nella mia vita di tutti i giorni, sa perfettamente quanto sia autocritica, pessimista e soprattutto severa con me stessa. Chi mi guarda negli occhi ogni giorno, sa che dentro i miei occhioni neri c’è un pozzo profondo di pensieri e smarrimento, di paure e solitudini, di incertezze e squilibrio. Sa, però, che mi aggroppo sempre alla luce, che la cerco, che lotto per vincere le paure, per lavorare sulle mie sicurezze. Questo 2014 non è stato l’anno delle rivoluzioni, delle soluzioni, delle rinascite o delle vincite. E non è stato nemmeno l’anno delle involuzioni, delle sconfitte… Lo chiamerei l’anno dell’ “impasse”. Niente di estramamente nuovo, niente di estramamente distruttivo. Sicuramente non è stato “l’anno della salute”, sono passata da una visita medica all’altra, da un dottore all’altro, ho avuto il piacere di soggiornare in ospedale e nemmeno quando poi ne sono uscita, ho goduto di buona salute. Ancora in questi giorni il problema è lì. Guardando la situazione sotto una prospettiva diversa, ovviamente, sono fortunata, non ho una malattia terminale, non ho menomazioni. Eppure il mio problema rende la mia vita quotidiana disagevole. Non soffermiamoci molto su questo aspetto, anche perchè, influenza moltissimo psicologicamente.

E’ stato un anno di piccoli progetti portati a termine e che sicuramente seguiranno nell’anno nuovo. La mia passione per la scrittura mi sta portando lontano, nonostante resti comodamente seduta alla mia scrivania. Ho iniziato la mia collaborazione con “Prudence. Magazine di sopravvivenza culturale“, ho conosciuto dei talentuosi e simpatici ragazzi di Bari che hanno creduto e stanno credendo in me, e questo mi riempie di felicità e orgoglio. Voglio dire loro grazie per tutte le opportunità concessami, soprattutto per il modo in cui mi spingono a mettermi in gioco e a relazionarmi in modi differenti con la scrittura e l’arte.

Ho iniziato il volontariato presso la Biblioteca Antoniana della mia isola, ho avuto una grandissima occasione e opportunità di conoscere moltissime e interessantissime persone. Non è stato solo un luogo di incontro con tanti personaggi di un certo livello culturale e sociale, è stata una seconda casa, nella quale ho messo radici fortissime. L’esperienza più significativa è stata quella di relazionarmi con anziani, giovani, donne, bambini, che mi hanno permesso attraverso la lettura, i libri, di entrare nel loro mondo. Mi hanno regalato parti delle loro vite, storie, e mi hanno permesso di arricchirmi. Grazie infinite. Grazie ai miei colleghi volontari, dai quali ho imparato talmente tanto che veramente mi sento una persona nuova e migliore. Grazie in particolare a due donne: Carmela Italiano e Viviana Tucci, per le chiacchiere, i confronti, per la passione che abbiamo messo ogni singolo giorno nel poter rendere la biblioteca un luogo più accogliente. Grazie perchè avete un posto fisso e indelebile nel mio cuore, e il nostro lavoro ci ha permesso di diventare amiche. La mia doppia veste di utente/volontaria mi ha dato, inoltre, molte conferme. Il gruppo “studenti esauriti” si è consolidato…. e tutti speriamo di raggiungere vesti migliori e ribattezzarci presto in “laureati disoccupati” (speriamo in verità in “laureati occupati ed esauriti” !) Grazie per le risate fino alle lacrime, ai caffè della domenica, alle passaggiate per tenerci in forma, grazie per essere stati i muri a cui mi sono appoggiata quando ero stanca, arrabbiata e demotivata. Grazie perchè avete imparato a leggere l’inci, sono fiera di voi! Giusy, Salvatore, Annalisa, Roberto, Nicoletta. Per me non sono solo nomi o volti o compagni di studio. Sono amici. E gli amici condividono con te i momenti più drammatici e quelli più felici. Inoltre, aggiungo, grazie doppio a Nicoletta per Maria, la nostra pupilla, perchè è un po’ lo status symbol della nostra speranza.

Questo anno è stato ricco, per variegati aspetti. Amicizie nuove si sono fuse ad amicizie di una vita e non posso non essere grata a quelle pazze scatenate (?) delle mie amiche di sempre, Alessia e Mariorasaria che seppur lontane, sono vicine sempre. Se potessi raggiungerle più facilmente sarei estremamente felice. Sono il mio porto sicuro, nel quale mi sento sempre a casa e protetta. Vi amo, ragazze! E mi mancate sempre tanto!

Sono felice del rapporto riscoperto con Anna, la mia cugina pazza, seriamente pazza! Ha bisogno di aiuto, ma non riusciamo proprio a salvarla! (ahahahah :P) Si vendicherà, lo so… Mi fa ridere, mi rallegra le giornate, e mi fa sentire capita. Siamo molto più simili di quanto pensassimo. Non me ne vogliano gli altri parenti, ma è un dato oggettivo e di fatto, in tutti i momenti difficili, nonostante lei abiti in un’altra regione, è stata molto più presente di chi invece abita a due isolati da me. Non c’è bisogno di grandi gesti per dimostrare a una persona quanto le vuoi bene, basta poco: una telefonata, un sms, un video spiritoso. In ospedale mi ha fatto sentire la sua vicinanza, come se stesse vicino al mio capezzale e mi stesse prendendo in giro dal vivo. Questo non lo dimenticherò mai. Grazie Anna!

Grazie a chi c’è sempre, a chi c’è stato, a chi è andato via e poi è tornato, grazie a chi non l’ha fatto. Grazie a chi  ha capito, perdonato i miei errori.

Grazie a voi tutti, che mi leggete, che discutete con me, che apprezzate il mio blog. Grazie per le innumerevoli interazioni. Grazie perchè mi spingete a dare sempre il meglio di me!

In questo 2014 non ho abbandonato la negatività, non ho ceduto alle lusinghe dell’ottimismo. Sono sempre la stessa pensioriosa e probabilmente sgorbutica ragazza di ieri. Sono sicuramente più esaurita, faccio troppe cose: lavoro, volontariato, yoga, sport, scrivo, faccio parte di non so quante associazioni culturali. Eppure sono felice. E mentre scrivo questa parolina magica, scende una lacrimuccia, perchè quando capiterà di nuovo di essere così amorevole con me stessa?

Sono felice. Sono fiera di me, per essere diventata così forte da non avere paura di nulla. Non ho paura della solitudine, è diventata anzi una ricerca. Non ho paura di essere ciò che sono. E questo porta moltissima pace. Sono fiera di me, per essere tornata in forma, per la cura che ho di me, del mio corpo, del mio stato psico-fisico. Sono fiera di me, perchè mandare a fanculo, ogni tanto, è dannatamente salutare. Non possiamo piacere a tutti, non possiamo essere le persone perfette che gli altri si aspettano. E’ così salutare rendersene conto che veramente non importa più se appari imperfetta. Questo ha influenzato moltissimo anche il mio approccio alla moda, al makeup. Io mi sento veramente bella anche a prima mattina e non passo più la maggior parte del tempo ad applicare fondotinta, correttore e rossetto. Non è più un affanno. E quando assumi consapevolezza di te, non ti spaventa nulla.

Ecco, fermandomi un secondo, e rileggendo tutto mi rendo conto che ciò che ho scritto all’inizio non è del tutto veritiero. Sono diventata meno autocritica. Questo anno è stato un anno di rivoluzione, perchè Gilda si ama e tutto viene da sè.

5 comments

    • Gilda says:

      Sono d’accordissimo. Spesso ci fermiamo a pensare e a non esaminare. Guardando indietro mi sono resa conto che non è stato così male come avevo pensato. 🙂

  1. Vulcanica says:

    Complimenti per il coraggio di ammettere che sei felice e fiera di te stessa, è importante.
    Mi trovo pienamente d’accordo con quanto hai scritto sul truccarsi e vestirsi, forse a qualcuno possono sembrare cose futili, ma io capisco benissimo quanto guardarsi allo specchio con occhi nuovi, occhi che accolgono invece di giudicare, possa far bene. Ci sono passata.
    Ti auguro di rimetterti presto e superare ogni problema di salute 🙂

    • Gilda says:

      Grazie mille, cara! Credo che non tutti vogliono mettersi a nudo e lavorare su stessi, per questo magari non capiscono. Bisogna percorrere il percorso che abbiamo scelto, fino in fondo e vedere dova ci porta. E’ appagante sapere di essere consapevoli di se stessi, dei propri limiti e delle proprie potenzialità. Questa “scoperta” mi fa sentire forte. Un abbraccio, grande.
      Speriamo di guarire presto!

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