L’angelo della salvezza

Non aveva mai ben compreso come fosse possibile che lui l’amasse, come fosse per lui così naturale accettare le sfumature di una donna che porta con sè fragilità e rotture, insicurezze e paure. Non aveva mai immaginato che fosse possibile che un uomo ami una donna che ormai donna non è più.

Una sopravvissuta. Ecco cos’era! Una persona troppo giovane per avere il cuore spezzato, l’anima sanguinante e la mente annebbiata. Eppure, aveva vissuto il dolore, l’angoscia, il turbamento, l’ansia, la paura, l’inganno, la violenza… l’avevano trapassata tutta insieme, più e più volte, fino ad arrivare a pensare di non valere niente, di non dover essere nemmeno degna della vita. L’aveva trovata lì, ai margini della strada, racchiusa in gomitolo di carne, agglomerati di stoffa e sconfitta, capelli arruffati e lacrime asciutte. L’aveva raccolta, lavata, pulita, sistemata. Le aveva ridato il sorriso, la luce negli occhi, il coraggio di affrontare il mondo e la gratitudine per sentire ancora il cuore battere. Battiti di amore, di speranza e di felicità. Quel ritmo così galoppante che non fa paura perchè rigenera, perchè pompa nuova linfa vitale.

Mentre il mondo l’aveva usata come una sigaretta, fumata, consumata, gettata a terra e calpestata, lui le aveva teso la mano e seppur con riluttanza, lei l’aveva stretta forte e anche se ora non la stringe più, camminando libera, lui è lì. La ama, pronta a sorrergerla, pronta a incoraggiarla. E lei, nonostante non capisca ancora perchè lui sia lì al suo fianco, lo guarda adorante, lasciando la mano schiusa, pronta a stringere nuovamente la sua.

 

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