I sogni son desideri… di felicità.

Ogni donna, fin da bambina, sogna. Guardiamo affascinate le principesse dei cartoni animati e ammiriamo emozionate i lori abiti scintillanti; desideriamo indossarli… desideriamo vivere una favola. Vogliamo il lieto fine, il principe azzurro, il bene che vince sul male. Vogliamo la felicità.

Crescere ridimensiona quei sogni e addirittura alcune di noi smettono di immaginare una vita così; altre cambiano desideri; altre si aggrappano ancora a quella magia infantile. Io non so di preciso quale tipo di ragazza sono diventata. Crescendo ho fatto a pugni con molte avversità. Ho dovuto arrendermi, in certe situazioni, non per vigliaccheria, ma perchè era giusto così. Era necessario cadere a terra, per potersi rialzare. In altre circostanze ho vinto perchè non ho ceduto. In altre ancora, è stato più facile del previsto. La vita è fatta così, per tutti noi. E i sogni per quanto possano mutarsi nel corso del tempo, sono la speranza che quello che di negativo vivamo possa trasformarsi in qualcosa di buono. I sogni sono un po’ un’ancora in un mare in tempesta. I miei non sono gli stessi di quando ero bambina. La donna di oggi è un miscuglio tra raziocinio e fantasia; la donna di oggi è un guscio freddo dal cuore caldo. Va bene così. Le strade che ho percorso mi hanno portata fin qui e mi hanno plasmata.

Il mio cartone preferito da bambina era “Cenerentola“. Oggi è “La Bella e la Bestia“. In verità, imparando a salvarmi da sola, non mi sento  nemmeno più la protagonista femminile da proteggere. Forse sono diventata io il principe azzurro. E’ questione di prospettive e di visione della narrazione. Eppure, a tratti mi piace dover essere quella da salvare, c’è una sorta di romanticismo nell’essre la fanciulla in difficoltà il cui uomo innamorato sia pronto a mettere al sicuro. E’ anche vero, però, che sapere di potersi salvare da sola è rassicurante. Quella certezza che, se cadi sai come rialzarti, ti fa sentire in un certo senso protetta.

Ma come tutte le bambine, non sono propriamente alla ricerca della favola da vivere, quelle lo sappiamo non esistono, ma cerco il mio angolo di felicità. Quello spazio confinato in cui il mio lieto fine è reale e mio, solamente mio. Così, iniziando a costruire la mia casa, ho ripreso a sognare.

Per fortuna, alcuni sogni diventano realtà.

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