French Toast classici





Se mi seguite su Instagram sapete che la colazione è il mio pasto preferito, durante il quale mi coccolo e mi sbizzarisco con nuove ricette. Non riesco in alcun modo a mangiare sempre le stesse, per questo mi piace moltissimo variare e prepare ricette sempre diverse e appetitose. Non sono amante della colazione salata, preferisco coccolarmi con qualcosa di dolce. Mi mette buonumore e affronto la giornata decisamente più carica!

Oggi vi parlo dei French Toast. Ci sono diverse varianti, ma quella di oggi è la ricetta classica! Bastano pochissimi ingredienti:

  • pancarrè o panbauletto (integrale, classico, ai cinque cereali)
  • un uovo (o mezzo bicchiere di albumi)
  • un po’ di latte (io vado a occhio ma sono circa due dita di un bicchiere classico).
  • sciroppo d’agave (o in alternativa: miele, nocciolata o nutella, crema di pistacchi , marmellata)

Prima di tutto mettete sul fuoco una padella antiaderente e fatela ben scaldare. Nel frattempo sbattete l’uovo con una forchetta o gli albumi per una versione più light, aggiungete il latte e sbattete per un altro minutino. Immergete la prima fetta di pancarrè o di panbauletto e bagnatela su entrambi i lati, posizionatela sulla pentola e lasciatela cuocere per un paio di minuti e giratela, fate cuocere anche l’altro lato. Toglietela dal fuoco e procedete così. Generalmente io consumo dalle 2 alle 3 fette di panbauletto (prediligo quello ai semi di soia o ai cereali).

Ora non resta che guarnire i vostri french toast! Amo la combinazione sciroppo d’agavegranella di nocciolefarina di cocco! Voi potete scegliere quello che più vi aggrada: marmellata, nutella, noccialata rigoni, miele, crema di pistacchi. Potete aggiungere un pugno di mandorle o frutta fresca di stagione. Insomma, la scelta è davvero libera.

Accompagno sempre i french toast con un cappuccino o una tisana al tè verde, ma anche qui un caffè, un caffèlatte, una tisana di vostro gradimento vanno benissimo. Scegliete quello che vi piace bere la mattina!

Questa era la ricetta! Spero vi sia piaciuta e se vi va, preparatela e fatemi sapere se questa colazione alternativa è stata di vostro gusto!

A presto!

Gilda




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Schiavi





Ci illudiamo di essere padroni del tempo fino a quando un’ora sembra durare un attimo e un’assenza pesare più di una vita.




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I giardini dell’altrove di Loredana La Puma





Nella nostra rubrica del Lunedì, vi presentiamo il romanzo di Loredana La Puma: I giardini dell’altrove. Ecco dove potete acquistarlo:

– Amazon: I giardini dell’altrove (prezzo cartaceo: 18,70 €. E-book: 4,99 €)

– Mondadori store: I giardini dell’altrove (prezzo cartaceo: 19.80 €. E-book: 4,99 €)

– Ibs: I giardini dell’altrove (prezzo: 18,70 €)

– Sito dell’editore: http://www.lesflaneursedizioni.it/i-giardini-dellaltrove

Caratteristiche dell’edizione cartacea: brossura, 466 pagine.

 

“UN LIBRO NON SI GIUDICA DALLA COPERTINA… O FORSE Sì?”

Come è nata la cover del tuo libro? È frutto della tua immaginazione o, nel caso il libro sia legato a una CE, hai collaborato con chi ha progettato la copertina del tuo romanzo?

I Giardini dell’Altrove è stato pubblicato dalla CE Les Flâneurs Edizioni di Bari, quindi la copertina è stata realizzata dal loro grafico, Mariano Argentieri. Durante la fase di revisione del testo avevamo già discusso alcune opzioni con la mia editor, giungendo alla conclusione che l’immagine di copertina dovesse provocare un effetto straniante. Avevamo deciso in particolare di non mostrare alcun giardino, di modo che il lettore fosse spinto a domandarsi quale relazione potesse esserci fra titolo e copertina, e la nostra scelta è caduta infine sulla libreria in cui è ambientato il romanzo. Ho illustrato l’idea al grafico, suggerendogli l’atmosfera e alcuni elementi che mi sarebbe piaciuto venissero utilizzati (il mappamondo, il libro aperto sul bancone, qualcosa che indicasse il Natale e un bagliore che desse un indizio della natura sovrannaturale della storia) e in base a questi pochi tasselli lui ha realizzato la bellissima cover che potete ammirare. L’editore Les Flâneurs si distingue inoltre per la particolare “gabbia grafica” che ormai accomuna tutte le loro pubblicazioni: la raggiera che circonda titolo e nome dell’autore, secondo me di notevole impatto ed efficacia.

Cosa ne pensi della famosa frase: “Un libro non si giudica dalla copertina?”. Sei d’accordo?

In un certo senso sì, perché ovviamente possono esistere libri stupendi con delle copertine non proprio azzeccate, e in senso metaforico lo stesso vale per tante cose della nostra vita: quante volte l’apparenza inganna? Forse è un luogo comune, ma nell’epoca dei social, dei selfie, delle fashion blogger e dei life coach improvvisati (un fenomeno che sta spopolando e che trovo parecchio preoccupante), ho la bruttissima sensazione che l’apparenza stia arrivando a dominare le nostre vite in maniera spropositata, raggiungendo probabilmente i suoi massimi storici. In questo senso lo scontro apparenza/sostanza rischia di trasformarsi in una guerra aperta, e la questione di divenire sempre più scottante e all’ordine del giorno. Tornando al campo editoriale, ricordo che a quattordici anni il mio primo incontro con le sorelle Brontë avvenne tramite un’edizione economica delle loro opere principali; la copertina non mi piaceva per nulla, ma scelsi di prenderlo comunque. Ecco, se quel giorno mi fossi fatta guidare esclusivamente dal mio senso estetico mi sarei persa “Jane Eyre”, o magari l’avrei letto solo molto più tardi, con grande danno della mia carriera di lettrice e di scrittrice. Da amante dell’oggetto libro, tuttavia, è ovvio che mi fa sempre piacere avere nella mia libreria dei volumi che mi soddisfino anche da un punto di vista visivo.




È fondamentale secondo te legare l’immagine della copertina al titolo? Che tipo di impatto potrebbe dare sul lettore e quanto un titolo accattivante sia più importante della copertina o viceversa?

Come già anticipato, mentre discutevamo della copertina dei Giardini dell’Altrove la mia editor mi fece notare appunto che le immagini di copertina slegate dal titolo hanno maggiori speranze di stimolare la curiosità del lettore, e dopo averci riflettuto mi ritrovai a condividere. Quindi adesso sono dell’idea che svincolare in qualche modo l’immagine dal titolo – o comunque non scegliere la via più banale per collegare i due elementi – sia un’opzione più valida.

Grazie di essere passata di qui e in bocca al lupo per il tour cara Loredana!

 



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Panettone allo Yogurt





Per una colazione o una merenda sana, leggera, nutriente e facile da realizzare non disdegno mai di preparare il mio classico panettone allo yogurt. Mi piace sentire per casa il profumo di qualcosa di buono, specie nel periodo autunnale/invernale. E’ come se il profumo accompagnasse la giornata e ti scaldasse quasi. Coccole che fanno bene al cuore e sì!, anche allo stomaco. Non so dirvi quanto sia effettivamente salutare, ma credo che come per tutte le pietanze (i dolci, il salato e quant’altro), l’importante sia non eccedere mai. Conduco uno stile di vita salutare per tanti motivi che vanno un po’ oltre il volersi vedere bene esteticamente. Mangio sano e faccio sport prima di tutto per salute, in quanto in famiglia ci sono parenti diabetici e potrei essere anche io un soggetto che potrebbe soffrirne e l’unico modo per “combattere” questa patologia è quello di vivere appunto in salute. Ciò non significa che debba vivere una vita a tavola rinunciataria. Come tutti, mi lascio tentare da quelli che sono i miei desideri di palato. Una volta a settimana mi concedo sempre la pizza o un piatto più elaborato o particolarmente gustoso e non rinuncio mai o alla birra o un buon bicchiere di vino. L’importante è che durante la settimana si mangi di tutto, variando quanto più possibile e usando un condimento giusto.

Tornando al nostro panettone, questo è un “dolce” che mi piace preparare in quanto facilissimo da realizzare, mi permette di sporcare pochissimo la cucina ed è ovviamente buono. Ecco gli ingredienti:

  • 3 uova
  • un vasetto di yogurt (potete sceglierlo di qualsiasi gusto, anzi sarà proprio quel sapore a caratterizzare il dolce!)
  • 2 vasetti di zucchero (utilizzo il vasetto di yogurt come misurino per tutti questi ingredienti)
  • 3 vasetti di farina (preferisco quella integrale perchè da un sapore più rustico)
  • 1 vasetto di olio
  • 1 bustina di lievito pan degli angeli.





Per quanto riguarda il procedimento, prima di tutto è importante già accendere il forno in modo che quando verrà infornato sarà già nella giusta temperatura. Preferisco sempre sbattere le uova con lo zucchero e lo yogurt come primo step. Quando lo zucchero si è sciolto aggiungo un po’ alla volta gli altri ingredienti. Quando il composto è omogeneo, lo verso in un recipiente a ciambella che ho precedentemente leggermente imburrato e infarinato per far sì che non si attacchi al fondo durante la cottura permettendo così di estrarlo con più facilità. Inforno a 180° e lascio cuocere per circa 40 minuti. La prova stuzzicadenti non fallisce mai, quindi allo scadere del tempo inseritene uno nel composto e se risulta asciutto potete spegnere il forno: il vostro dolce è pronto! Non togliete subito il panettone dal forno, aspettate qualche minuto poi aprire un pochino lo sportello e dopo un’altra manciata di minuti estraetelo. Una spolverata di zucchero a velo e il vostro dolce è pronto!

Come avete letto è stato facilissimo, non resta che provare a realizzarlo e bimbi e adulti ne andranno ghiotti.

Gilda

 

 

 



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