Waiting di Daniel Di Benedetto





Buongiorno e buon Lunedì cari amici di penna. Come ogni inizio settimana ecco a voi la rubrica Quattro Blog per un Autore, in collaborazione con LEGGENDO INSIEME (mercoledì) – GLI OCCHI DEL LUPO (venerdì) – VENTO DI LIBRI (domenica).

Oggi vi presento “Waiting” di Daniel Di Benedetto.

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TRAMA:

Tutti siamo in perenne attesa.

Qualcosa che potrebbe accadere. Qualcuno che deve arrivare o partire, magari per sempre.

Una vecchia panchina di legno, all’ombra della grande quercia in un parco comunale, è il palcoscenico delle storie che si muovono capitolo dopo capitolo.
Un susseguirsi di personaggi che si incontrano, si sfiorano, si sfuggono, rappresentano le varie fasi della vita e le diverse sfumature dell’attesa.
Una storia dall’andamento circolare, che si svolge nell’arco temporale di una settimana e che vede il suo inizio e la sua fine tratteggiati dagli stessi occhi innocenti, quelli di una bambina in attesa del ritorno del padre.

Un sorriso, una carezza, un’assenza, un dolore. C’è spazio per ogni emozione, seduti giorno dopo giorno su quella panchina.

Oggi verso il domani, semplicemente aspettando…

LINK DEL SITO: http://www.dark-zone.it/

 

“UN LIBRO NON SI GIUDICA DALLA COPERTINA… O FORSE Sì?”

Come è nata la cover del tuo libro? È frutto della tua immaginazione o, nel caso il libro sia legato a una CE, hai collaborato con chi ha progettato la copertina del tuo romanzo?

La cover del mio libro è nata in concerto con l’editrice e con l’illustratrice della mia casa editrice DZ Edizioni, rispettivamente Francesca Pace e Livia De Simone. Ammetto sia stata una genesi “particolare”, poiché la mia idea iniziale voleva tendere verso un’immagine più calda, avvolgente, che mettesse in risalto soprattutto la presenza della panchina, vero trait d-union tra i diversi capitoli del libro. E’ uscita fuori quest’immagine all’improvviso. A me sembrava l’opposto di quello che stessi cercando. Ma dopo un paio di giorni di confronti (partendo di base dalla profonda stima e rispetto che ho per Francesca e Livia) mi sono affidato al loro istinto. E devo dire che alla lunga avevano ragione loro. Al Salone del Libro di Torino, dove WAITING è stato presentato, addirittura mi è stato chiesto se il banner presente allo stand fosse in vendita… il contrasto tra il bianco e nero dell’immagine e il rosso acceso delle foglie sull’albero ha fatto centro!



Cosa ne pensi della famosa frase: “Un libro non si giudica dalla copertina?”. Sei d’accordo?

Beh, non potrei essere più d’accordo. Un libro lo si dovrebbe giudicare in primis dalla trama. Parlo in questo caso da lettore: se una trama mi conquista, la copertina passa in assoluto secondo piano. Vero anche il rovescio della medaglia (e qui invece mi metto in veste di autore), ovvero il pensiero “Non sono un autore conosciuto dalle masse, pertanto chi arriva in fiera oppure online deve essere catturato in primis da un’immagine. Ergo, la copertina deve essere il top”. In generale però, soffermarsi a un giudizio sul libro basato soltanto sulla qualità della copertina, mi sembra superficiale.

È fondamentale secondo te legare l’immagine della copertina al titolo?
Che tipo di impatto potrebbe dare sul lettore e quanto un titolo accattivante sia più importante della copertina o viceversa?

Mi lego al discorso fatto poco fa. Vero è che una copertina totalmente slegata dal contenuto del suo interno sia perlomeno fuorviante. La scelta del titolo invece la trovo una cosa fondamentale. Azzeccare un titolo non è così scontato e in base anche al genere che un autore sta scrivendo può essere un ottimo viatico per attrarre curiosità e lettori.

Grazie Daniel per essere passato di qui!

Buon Lunedì!



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