Quarzo: La leggenda del sangue di drago – Andrea Righi

 

 

Questo lunedì carnevalesco era iniziato con un timido sole per poi trasformarsi in un cielo plumbeo e triste. Sembra che anche il tempo voglia burlarsi di noi. Eppure, nonostante il freddo e la pioggia, nulla ci scoraggia e affrontiamo questa settimana con ottimismo e sorrisi di coraggio. E come ogni lunedì, la nostra rubrica “Quattro Blog per un Autore” vi presenta in modo più accurato l’intervista con Andrea Righi. Prima di iniziare però mi mostra la copertina del suo romanzo “Quarzo: la leggenda del sangue di drago” .

Ecco il link.
Quarzo: la leggenda del sangue di drago

TRAMA :  Il passato è un filo che non vediamo, un filo che ci lega indissolubilmente anche al nostro futuro.
Immaginate un paese, la sua storia misteriosa e dimenticata, immaginate che improvvisamente riaffiorino misteri tenuti nascosti dal tempo, immaginate…Paludi, boschi e mulini, un castello, una ragazza in fuga…immaginate un presente che non accetta di slegarsi da questa storia, un antico patto di morte tra il bene e il male, una battaglia rimandata nei secoli, una storia giunta all’epilogo.
Ora guardate le campagne, le case, guardate la gente che avete attorno.
Nell’abitato di Manzolino, sito nelle campagne tra Modena e Bologna, si scatena la furia omicida di un pazzo. Attorno ad essa si muovono Francesco “Cisco” Ferrari, un ex poliziotto scontroso e solitario, Angelo Scalzi, un ispettore metodico, e le persone comuni che, passivamente, partecipano e osservano.
Ritorna Cisco e lo fa in grande stile, con una indagine che andrà oltre ogni sua e ogni vostra aspettativa.
Un romanzo che parla di cosa c’era, di cosa c’è, e di qualcosa che non vediamo ma ci segue in ogni momento senza farsi scoprire. Un romanzo che scoprirete pagina dopo pagina così come crescendo avete scoperto voi stessi, perché in questa vicenda chiunque potrebbe essere protagonista.
Anche voi che leggete, inconsciamente, verrete rapiti, senza rendervene conto… per gioco o forse chissà…

A seguire l’intervista.

“UN LIBRO NON SI GIUDICA DALLA COPERTINA… O FORSE Sì?”

Come è nata la cover del tuo libro? È frutto della tua immaginazione o, nel caso il libro sia legato a una CE, hai collaborato con chi ha progettato la copertina del tuo romanzo?

La cover è frutto del genio e dell’estro di una mia amica, Giorgia, che non smetterò mai di ringraziare. Fa tutto lei anche perché io non ho molto gusto critico in questo campo, mi limito solo a recepire le emozioni che il lavoro lascia trasparire e, se corrispondono al romanzo, allora va bene.

Cosa ne pensi della famosa frase: “Un libro non si giudica dalla copertina?”. Sei d’accordo?

Non è sempre così. La copertina è come un vestito bello, è un concetto estetico. Deve colpire, in particolar modo per noi esordienti, che per vendere dobbiamo farci notare.

Poi chiaro che una copertina non fa di un volume un bel lavoro o un brutto lavoro.

È fondamentale secondo te legare l’immagine della copertina al titolo?

Non fondamentale ma importante, anche se io preferisco non andare direttamente al senso, ma avere simboli o particolari che trasmettano emozioni legate al titolo.

Che tipo di impatto potrebbe dare sul lettore e quanto un titolo accattivante sia più importante della copertina o viceversa?

Sono importanti entrambi ma il titolo credo sia la parte fondamentale. Racchiude il senso del romanzo, sono le prime parole che leggi di quel libro e spesso da lì decidiamo se saranno le prime o le ultime…

Grazie Andrea. Buona lettura a tutti!

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