Il coraggio del perdono

 

 

 

Parlare di me non è per nulla semplice. Perchè scrivere di se stessi è come parlare ad alta voce. E quando ascolti ciò che stai dicendo, non puoi sfuggirci: è reale. E’ vero. Esiste. E’ decisamente più facile tacere, fare finta che non sia successo, che quel dolore non l’hai mai provato, che quella ferita si è riemarginata, che il tuo sorriso non è mai morto, che sei sempre stata bene. Non ammettere, arginare il “problema” ci fa vivere come gli struzzi, con la testa sotto terra. Il buio è vivo anche lì, non puoi scappare e immaginare una luce che non c’è, perchè più buio di un luogo senza fari, c’è un’anima in pena che vaga nei silenzi, nei mutismi di un dolore che non ha voce. Un dolore che intrappola il corpo, che spinge verso gli abissi più tenebrosi. Un dolore che ti trasforma nell’ultima persona che vorresti diventare.
Cosa è quindi il coraggio? Forse ho capito che coraggiosa lo sono diventata attraversando la paura. Coraggiosa lo sono diventata perchè ho saputo rischiare ancora, ma soprattutto perchè ho saputo dire ad alta voce, una mattina, guardandomi allo specchio e compiendo la consueta azione denigratoria verso me stessa, quella in cui, mi denudavo, mi specchiavo ed esaminavo ogni centimetro della mia carne, trovandovi per ogni zona difetti inimmaginabili: “Non sei tu, il problema. Non c’è nulla che non vada in te. Forza Gilda, asciugati le lacrime e sorridi. Sorridi. Sorridi ancora e sarei più bella.”
Certe ferite restano nella pelle, non possono andare via. Certi dolori si imprigionano nel cuore, come una spina che non puoi rimuovere più. Un dolore sordo che ti fa vivere sul “chi va la”. Con il tempo, impari a conviverci, ad accettare che fa parte di te. Continui a sorridere, anche se riconosci che il tuo viso ha perso l’ingenuità che lo contraddistingueva. Gli occhi non sono più limpidi e senza malizia perchè quando conosci il male, il bene non è più bene. Capisci che la vita non è come quella che vedi attraversi un telefilm o una fiaba che ti hanno raccontata da bambina. Realizzi che non tutti gli essere umani hanno la tua stessa linea di condotta: “cercare di non fare del male, fermarsi in tempo quando stai per commettere un errore, perchè quel tuo errore ferirà qualcun altro.” Ecco, ho capito che molti non pensano prima di agire. Non si soffermano a considerare che le proprie azioni posso distruggere la vita di una persona che forse con te, non c’entra proprio nulla. Sono accecati dal proprio egoismo. Quando cade questo velo, nessuna persona attorno a te è quella di prima. Vedi il male ovunque. Vedi il male in te. Perchè quando quell’azione ha ferito proprio te, il primo pensiero è: “cosa ho fatto per meritarmi questo? DOVE HO SBAGLIATO IO?” E giù di lì, torture mentali una dietro l’altra.
In quel periodo di buio, ho perso troppi chili, ho quasi rasato tutti i capelli, mi sentivo un  mostro dentro e fuori. Mi sentivo costantemente in errore. In quel periodo buio, sapevo solo ascoltare tanta musica, andare a correre, macinando chilometri dietro chilometri per arrivare la sera stanca per poter dormire qualche ora. In quel periodo buio, sentivo solo un grande desiderio di scomparire, di morire. Se mi avessero proposto gli sport più estremi, li avrei praticati tutti, perchè il pericolo era la sfida che più mi teneva paradossalmente viva. Nessuno può immaginare cosa stai vivendo, cosa provi, anche se hanno vissuto un’esperienza simile alla tua. Ma le nostre vite non sono tutte uguali, i nostri caratteri si differenziano, i nostri vissuti non sono gli stessi. Se qualcuno avesse indossato le mie scarpe e tracciato il mio stesso percorso, forse avrebbe reagito come me, o forse no. Ma questa sono io. Quella che si è rialzata, ha ripreso i chili, le sono cresciuti i capelli, che sorride alla vita, che non è così fissata con lo sport ma che lo vive con più leggerezza.
Sono io che ho perdonato due persone che mi hanno resa più forte. E questo è il coraggio. Il perdono è l’atto più folle che potessimo compiere. Ho perdonato chi mi ha ferito così tanto. Gli errori possiamo commetterli tutti e a tutti dobbiamo dare una seconda chance. Ho perdonato Gilda, soprattutto. Perchè non hai mai avuto nulla di sbagliato, perchè certe cose succedono indipendentemente da te.
Il percorso è ancora lungo, tortuoso e difficile. Ho con me il coraggio e posso andare molto lontano.

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