Claus di Andrea R. Ciaravella

 

 

Buongiorno amici di penna e buon lunedì. Qui piove e quest’aria più fresca permette di lavorare meglio . Bando alle ciance, torniamo a noi. Questa settimana vi presentiamo Claus, romanzo fantasy di Andrea R. Ciaravella.

Potete contattare l’autore qui:

Email: andrearclaus@gmail.com

Pagina facebook: https://www.facebook.com/Clauslibro

Pagina instagram:  https://www.instagram.com/claus_il_libro

 

Per l’acquisto del romanzo, ecco i seguenti link:

https://www.amazon.it/Claus-Andrea-R-Ciaravella/dp/888561809X

https://www.ibs.it/claus-libro-andrea-r-ciaravella/e/9788885618091

https://castaeditore.it/prodotto/claus/

SINOSSI: Il viaggio di un uomo svela le sorti di un mondo che ha incontrato il proprio destino. Anno 28 F.C. il dominio dei Signori delle Città è all’apice, alla guida dell’umanità hanno scongiurato il rischio dell’estinzione e fondato il Regno protetto dall’ordine dei Runner. Claus e Free vivono nascosti ai margini della società quando un misterioso incarico li riporta in America. Forze oscure stanno muovendo le proprie pedine su una scacchiera ancora macchiata del sangue versato.

La nostra intervista:

“UN LIBRO NON SI GIUDICA DALLA COPERTINA… O FORSE Sì?”

Come è nata la cover del tuo libro? È frutto della tua immaginazione o, nel caso il libro sia legato a una CE, hai collaborato con chi ha progettato la copertina del tuo romanzo?

La copertina del mio libro è nata da una visione comune, quasi condivisa. Quando ho parlato per la prima volta con il mio editore abbiamo subito affrontato l’argomento, è stato fondamentale sia per me che per lo staff di Casta Editore.

Avevo in mente poco meno di una bozza, qualcosa quasi imbarazzante per me da spiegare, il tema portante del mio libro è la redenzione, o almeno il bisogno di ammettere le proprie colpe prima di poter trovare la pace. Il mio editor ha ascoltato tutto quello che avevo da dire con interesse, intanto immagino che stesse prendendo appunti, poi mi ha detto di aspettare qualche giorno.

Dopo circa una settimana mi ha presentato due valide alternative, ha ripreso tutti i concetti che avevo espresso durante quella conversazione. Il contrasto fra il lato oscuro e quello chiaro che i personaggi durante la storia cercano di raccontare era evidente dentro quell’immagine: l’empatia e la rabbia, tutto era al suo posto. Il simbolo al centro, il marchio dei Runner (l’ordine fondato dai Signori delle Città per mantenere il controllo del Regno) voleva rafforzare l’importanza che rappresentano i personaggi di cui ne fanno parte.

Cosa ne pensi della famosa frase: “Un libro non si giudica dalla copertina?”. Sei d’accordo?

Solo in parte, probabilmente molti libri hanno una copertina che non riesce per niente a rappresentare la storia che precede, alcuni addirittura riescono a far confondere il lettore su cosa stia acquistando. Ma reputo la copertina uno degli elementi più importanti in un libro, è il biglietto da visita del libro, dell’autore e perfino della CASA EDITRICE, deve saper attirare e soprattutto incuriosire. A mio avviso una buona copertina è capace di lasciar filtrare dei sottili indizi che verranno raccolti dal lettore lentamente, metabolizzandoli e dando continuamente un senso a ciò che hanno visto per la prima volta.

È fondamentale secondo te legare l’immagine della copertina al titolo?

Si assolutamente, è un marchio, una dimostrazione che dietro quella copertina c’è un enorme lavoro concettuale e artistico dietro, un impegno spesso riconosciuto a stento. Quanti sogni, sacrifici e notti insonni hanno richiesto le copertine dei libri?
Quanto facilmente scorriamo gli scaffali di una libreria osservando copertina dopo copertina senza poterne comprendere il valore, o la fretta con cui sono state realizzate? Allora sì, è fondamentale dare valore a qualsiasi piccolo ingranaggio faccia parte del processo creativo. Ma penso che sia anche fondamentale saper reinventare un prodotto, magari con una copertina inedita nell’edizione successiva, non nego che spesso vorrei acquistare lo stesso libro un’altra volta solo per possederne tutte le varianti.

Che tipo di impatto potrebbe dare sul lettore e quanto un titolo accattivante sia più importante della copertina o viceversa?

Un impatto devastante, deve essere il motivo per cui rimani immobile qualche secondo davanti al libro, il motivo per cui porgi la mano sorridendo e lo ruoti per conoscere altre informazioni. A meno che sulla copertina non ci sia un nome di grande importanza, questa è in grado di fare la fortuna o la disgrazia di un libro.

Il nome invece è un fattore diverso secondo me, probabilmente perché sono una frana a scegliere i titoli giusti. La mia idea è che un titolo deve essere rapido, semplice e d’effetto, qualcosa che può tornarti in mente improvvisamente mentre stai facendo altro, e spinto dalla curiosità fai una ricerca veloce. Immaginiamo un nome incredibilmente lungo o terribilmente complicato… io mi sarei perso subito nella rete, dove comunque le distrazioni sono sempre in agguato.

Secondo me sono due fattori complementari, indivisibili.

Ma credo di essermi prolungato troppo, quindi grazie a per la fantastica intervista e a presto!

Grazie a te per essere passato da noi!

Buona lettura a tuti.

 

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