Le cronache di Ansorac di Marko D’Abbruzzi

Amici di penna,

eccoci qui, in questo doppio appuntamento, per la nostra rubrica “Quattro Blog per un Autore” vi presento i romanzi di Marko D’Abbruzzi.

Vi mostro subito le cover.

Potete acquistare i romanzi qui:IBS

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Ora vi lascio alla nostra intervista:

“UN LIBRO NON SI GIUDICA DALLA COPERTINA… O FORSE Sì?”

Come è nata la cover del tuo libro? È frutto della tua immaginazione o, nel caso il libro sia legato a una CE, hai collaborato con chi ha progettato la copertina del tuo romanzo?

Tutte le cover delle Cronache di Ansorac sono nate dal confronto con l’artista, Suwan Cancedda, che ha illustrato tre delle quattro copertine della saga, specificatamente quelle del secondo, terzo e quarto volume, mentre il primo è opera di un’altra artista, Diana Cintio. Abbiamo lavorato assieme allo sviluppo di ogni copertina e gli artisti mi hanno suggerito quali fossero le scelte più efficaci.

Cosa ne pensi della famosa frase: “Un libro non si giudica dalla copertina?”. Sei d’accordo?

Sì e no. Nel senso che, come si suol dire, “un’immagine vale più di mille parole” e al giorno d’oggi tutto è immagine. Il primo impatto che si ha con un libro è proprio la copertina e, oggettivamente, una copertina di un certo livello grafico attrae più di una copertina amatoriale, al di là dell’effettivo contenuto del romanzo. Personalmente non scelgo mai libri in base alla copertina, ma essendo nel settore editoriale da diversi anni, ho appreso quanto, in realtà, una bella copertina invogli maggiormente all’acquisto.

È fondamentale secondo te legare l’immagine della copertina al titolo?

Non necessariamente, ma molto dipende dal titolo stesso del romanzo. Nel caso delle Cronache di Ansorac abbiamo scelto, assieme agli artisti, copertine che riprendessero momenti topici della storia e i lettori, per esempio, hanno gradito e apprezzato la copertina del terzo volume, poiché racchiude perfettamente una scena madre della saga e in questo l’artista Suwan Cancedda è stato fenomenale.

Che tipo di impatto potrebbe dare sul lettore e quanto un titolo accattivante sia più importante della copertina o viceversa?

Un titolo non racchiude il corpus del romanzo, è solo il biglietto da visita dell’opera. Pensiamo a Lo Hobbit edizione Adelphi; copertina che, al giorno d’oggi, fa storcere il naso a molti artisti contemporanei per quanto concerne proporzioni, fluidità, dinamismo; inoltre il titolo rispecchia veramente il romanzo? Lo Hobbit non parla degli hobbit, ma dell’avventura di uno di questi e del percorso di crescita che porterà Bilbo Baggins da semplice filantropo fumatore d’erba pipa, a perno chiave di un’intera saga. Al giorno d’oggi, tuttavia, un titolo accattivante, unito a una copertina altrettanto funzionale, danno una percentuale di vantaggio su altri testi, magari di maggior spessore, che però posseggono un titolo anonimo e una copertina semplice.

Grazie Marko per essere passato di qui e in bocca al lupo!

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